Guida al diritto (48/2025)
in tema di femminicidio:
L 2.12.2025 n. 181 [GU 2.12.25 n. 280] [in vigore dal 17 dicembre 2025], Introduzione del delitto di femminicidio e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime.
- testo della legge (Guida al diritto 48/2025, 12-24)
- modifiche al codice penale (vecchio e nuovo testo a fronte) (Guida al diritto 48/2025, 25-29)
- modifiche al codice di procedura penale (vecchio e nuovo testo a fronte) (Guida al diritto 48/2025, 30-55)
- guida alla lettura e mappa delle novità principali, a cura di Laura Biarella (Guida al diritto 48/2025, 56-63)
- commenti:
- Alberto Cisterna*, Femminicidio, norma manifesto sull’intangibilità fisica e morale (Guida al diritto 48/2025, 8-11, editoriale) [*magistrato presso la Corte di cassazione)
- Giuseppe Amato, Confini labili e dubbi interpretativi, il nuovo delitto rischia l’illegittimità (Guida al diritto 48/2025, 64-70) [modifiche al codice penale]
- Aldo Natalini, Per le modifiche processuali vale il “tempus regit actum” (Guida al diritto 48/2025, 71-79) [innovazioni al codice di rito]
- Giuseppe Amato, Obbligo di “ascolto” della vittima entro tre giorni dalla notizia di reato (Guida al diritto 48/2025, 80-84) [profili procedurali]
- Aldo Natalini, Eventuali benefici ai detenuti, stretta su concessione e durata (Guida al diritto 48/2025, 85-89) [norme penitenziarie]
- Giuseppe Amato, Subito revoca assegnazione al Pm se audizione del teste è fuori termine (Guida al diritto 48/2025, 90-92) [attività del PM]
in tema di famiglia (accordi di separazione):
- Cass. 1^, 3.12.25, n. 31486 (Guida al diritto 48/2025, 94): Non è modificabile in sede di divorzio l’accordo (autonomo) assunto dall’ex marito, in sede di separazione, di pagare le rate del mutuo fino alla sua estinzione. [La SC respinge il ricorso dell’ex marito ritenendo corretta la decisione della Corte di appello secondo cui l’intenzione delle parti era quella di “far cessare l’obbligo dell’odierno ricorrente di pagare le rate alla scadenza del mutuo indipendentemente dalla cessazione del regime di separazione”. La ratio decidendi è infatti ”incentrata proprio sulla comune intenzione delle parti, desunta dal contenuto dell’accordo (e non solo dal significato letterale quanto all’indicazione della scadenza dell’obbligo), senza alcuna violazione dei principi ermeneutici invocati dal ricorrente, e tanto meno del criterio, peraltro sussidiario, che impone di valorizzare la condotta delle parti anche successiva alla conclusione del contratto, visto che le parti sostenevano tesi opposte e niente affatto convergenti nel senso preteso” dall’ex marito.]
in tema di servitù (spese):
- Cass. 2^, 4.12.25 n. 31740 (Guida al diritto 48/2025, 95): L’art. 1069, comma 3, c.c. stabilisce che, nel caso in cui le opere necessarie alla conservazione della servitù, eseguite dal proprietario del fondo dominante sul fondo servente, giovino anche a quest’ultimo, le relative spese devono essere sostenute da entrambi i soggetti del rapporto giuridico di servitù in proporzione dei rispettivi vantaggi, norma che rappresenta l’applicazione di un più generale principio di equità ispirato all’esigenza di evitare indebiti arricchimenti.
in tema di diritto d’autore (mobili di casa come opere tutelate):
- Corte giust. Ue 1^, 4.12.25, cause riunite C-580/23 e C- 795/23 (Guida al diritto 48/2025, 98): I mobili, quali tavoli da pranzo o modulari, possono essere tutelati del diritto d’autore se rispondono ai requisiti previsti dalla normativa: occorre stabilire se elementi creativi dell’opera siano stati ripresi in modo riconoscibile nell’oggetto che si presume contraffatto e la loro originalità deve essere valutata secondo gli stessi requisiti applicati per giudicare quella di altri tipi di oggetti. Costituisce un’opera, ai sensi del diritto d’autore, un oggetto che rifletta la personalità del suo autore, manifestando le scelte libere e creative di quest’ultimo. Le scelte dettate da diversi vincoli, in particolare tecnici, non ne fanno parte. Ciò vale pure per le scelte che, sebbene libere, non recano l’impronta della personalità dell’autore conferendo a detto oggetto un aspetto unico. Le intenzioni dell’autore nel corso del processo creativo, le sue fonti di ispirazione, l’utilizzo di forme già disponibili, la possibilità di una creazione simile indipendente o il riconoscimento dello stesso oggetto da parte degli ambienti specializzati possono, eventualmente, essere presi in considerazione. Tuttavia, simili circostanze non sono, in ogni caso, né necessarie né determinanti per stabilire l’originalità dell’oggetto. Per accertare una violazione del diritto d’autore, occorre stabilire se elementi creativi dell’opera protetta siano stati ripresi in modo riconoscibile nell’oggetto che si presume contraffatto. La stessa impressione visiva generale creata dai due oggetti in conflitto e il grado di originalità dell’opera non sono rilevanti.
in tema di energia (siti industriali - costi di dispacciamento):
- TAR Mi 1^, 1° dicembre 2025 n. 3892, pres. Vinciguerra, est. Iera (Guida al diritto 48/2025, 97): Il servizio di dispacciamento è finalizzato ad assicurare l’equilibrio continuo nella rete elettrica tra domanda e offerta. Esso è erogato da TERNA, gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN), che recupera i costi dalla generalità degli utenti. L’Arera può impartire direttive in merito. Le Riu, invece, sono reti elettriche private che svolgono il servizio di distribuzione di energia per unità di consumo industriali. [Il TAR, accogliendo il ricorso di Erg, annulla la delibera n. 329/2022/R/ dell’Autorità per “elusione del giudicato amministrativo”, disponendo che la decorrenza della decisione sia posticipata al provvedimento di ottemperanza di Arera (da adottarsi entro 90 giorni) per evitare impatti di sistema. Al termine del precedente contenzioso, che aveva portato all’annullamento della delibera Arera n. 539/2015, il Consiglio di Stato (sentenze 4346/2021, 4347/2021 e 4348/2021) ha affermato che gli utenti di un sistema chiuso (SDC), a differenza degli altri utenti della rete pubblica, «consumando essenzialmente l’energia elettrica prodotta internamente da tale sistema, fanno ricorso alla rete pubblica solo nella misura residua, quando la produzione del sistema di distribuzione chiuso non è sufficiente a soddisfare i fabbisogni dei suoi utenti”, ma, a parte tali situazioni eccezionali, “spetta al gestore del sistema di distribuzione chiuso garantire il bilanciamento tra la produzione e il consumo all’interno del sistema». Chi eroga il servizio, dunque, sopporta, per il dispacciamento, costi limitati. E allora i «criteri di individuazione della compartecipazione» dei costi a carico degli utenti della RIU deve avvenire «in termini proporzionali ed adeguati all’effettivo utilizzo».]
in tema di intelligenza artificiale (uso nel processo):
- TAR Milano 5^, 21.10.25 n. 3348, pres. est. Mielli (Guida al diritto 48/2025, 96): La condotta del difensore, che rediga un ricorso in cui «tutte le sentenze citate a sostegno dell’illegittimità dei provvedimenti impugnati richiamano estremi di pronunce non pertinenti e le massime indicate in molti casi sono riferibili ad orientamenti giurisprudenziali non noti», costituisce violazione del dovere del difensore di comportarsi in giudizio con lealtà e probità, perché introduce elementi potenzialmente idonei a influenzare il contraddittorio processuale e la fase di decisione verso un percorso non corretto e appesantisce inutilmente l’attività, da parte del giudice e delle controparti, di controllo della giurisprudenza evocata e dei principi giuridici dalla stessa affermati solo apparentemente. [Il ricorso era diretto contro il Ministero dell’Istruzione e un istituto scolastico per contestare una bocciatura determinata da cinque insufficienze riportate da una studentessa. Oltre a respingere il ricorso in quanto infondato, il TAR ha stigmatizzato la condotta del difensore della studentessa, sottolineando come quest’ultimo, alla richiesta di chiarimenti, avesse affermato, con dichiarazione verbalizzata, di avere citato nel ricorso elementi di giurisprudenza individuati attraverso strumenti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale, col risultato di avere provocato conclusioni errate]
in tema di compensi forensi:
- Cass. 2^, 3.12.25 n. 31548 (Guida al diritto 48/2025, 94) Ove i difensori siano più d’uno, al singolo va riconosciuto un compenso sugli atti compiuti. Per potersi configurare infatti una limitazione del diritto al compenso in capo a ciascun procuratore, si deve dimostrare che lo stesso ha svolto solo in parte l’attività professionale per la quale chiede di essere ricompensato. Una volta che sia stato dimostrato l’effettivo apporto del singolo professionista all’attività difensiva svolta, resta rimessa alla valutazione discrezionale del giudice stabilire, nei limiti consentiti dalle previsioni tariffarie, il quantum del compenso dovuto, commisurato all’impegno profuso, secondo quanto previsto dall’art. 4, comma 1, DM 55/2014.
in materia penale (negazionismo su social network: like e post condivisi sono reato):
- Cass. pen. 1^, 1.12.25 n. 38806 (Guida al diritto 48/2025, 96): I post razzisti pubblicati sui social network, anche solo tramite condivisione di post di altre persone, fanno scattare il reato di “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”, inserito nel Codice penale nel 2018 con l’art. 604-bis. Si tratta di condotta penalmente rilevante e per la quale è di difficilissima applicazione la causa di non punibilità per tenuità del fatto. Ciò per la capacità del mezzo telematico di raggiungere un incontrollabile e quindi potenzialmente elevatissimo numero di individui. Per i contenuti più gravi ispirati da odio razziale, etnico o religioso può essere sufficiente anche l’apposizione di un like su post pubblicati da altri che fanno propaganda o istigazione alla violenza contro alcune classi di individui. Questi gli aspetti più sensibili e a cui porre attenzione nel mondo degli internauti dove la propaganda e l’istigazione alla violenza sono tutt’altro che virtuali o da considerarsi perciò inoffensivi. (La SC ha escluso l’applicabilità della causa di non punibilità per tenuità del fatto, non solo per la genericità del motivo di ricorso presentato sul punto, ma soprattutto per l’alto rischio rappresentato dal mezzo prescelto. È innegabile come la capacità tecnologica dei nuovi mezzi di comunicazione e la loro diffusione tra la popolazione sia di fatto una continua e ingovernabile connessione tra indefinite persone che possono essere raggiunte dai contenuti illeciti e penalmente rilevanti).
c.s.
Quando non si insegna ai giovani cosa sia la civiltà, si scopre che le persone diventano incivili (James Hankins, storico e classicista, specialista del Rinascimento italiano, dimessosi da Harvard per protesta contro la deriva antioccidentale della prima Università USA)