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Spigolature 26. Giambattista Vico e … il diritto amministrativo

Sergio Conti • 2 ottobre 2024

Nel quattrocentesimo anniversario della pubblicazione della Scienza Nuova (Napoli 1624) mi soffermo su alcuni saggi attinenti al pensiero del grande filosofo napoletano, non sempre adeguatamente apprezzato.

Al riguardo, scrive il prof. Giuliano Fassò (cfr. Storia della filosofia del diritto, vol. II L'età moderna, Bari 2001, pag. 213, 214 ) : “...la singolare ed originalissima figura del Vico. La sua speculazione profonda ma non di rado oscura, contrastante con l'indirizzo prevalente e con la moda intellettuale del tempo... fu apprezzata adeguatamente soltanto nel secolo XIX, e meglio ancora nel nostro : in cui l'opera vichiana, pur dando luogo a interpretazioni diverse e contrastanti, ancora affascina e suggestiona il lettore con la potenza espressiva del suo linguaggio e con l'audacia spesso inconsapevole delle intuizioni che vi son contenute.


Fassò acutamente pone in luce che: “Il Vico, come del resto lo Hobbes, lo Spinoza, il Leibniz, ...è ben più che un semplice filosofo del diritto; ma dalla meditazione intorno al diritto ha per gran parte preso le mosse, ed al diritto, come a tutte le creazioni dello spirito umano, ha applicato la sua filosofia: tanto che in certi momenti della storia della sua travagliatissima fame fu apprezzato prevalentemente per la sua filosofia del diritto, così come in altri momenti fu celebrato precursore della sociologia, della psicologia dei popoli, della comparatistica giuridica, o come campione fra i maggiori della filosofia della storia, mentre veniva ignorata la sua pur genialissima metafisica, che è a un tempo il punto di arrivo ed il presupposto logico di tutte le ricerche da lui condotte nei più vari campi dell'operare umano.


Segnalo, sull'opera di Giambattista Vico, alcuni saggi e scritti rinvenibili in rete:


a) la voce “Vico, Giambattista” di Andrea Battistini in “Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Filosofia (2012) nel sito della “Treccani” (rinvenibile all'indirizzo: https://www.treccani.it/enciclopedia/giambattista-vico_%28Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Filosofia%29/ );

b) lo scritto “la storicità del diritto” di Giampiero Cirillo del 2019 (rinvenibile all'indirizzo: www.giustizia-amministrativa.it/-/cirillo-la-storicita-del-diritto-13-aprile-2019 );

c) l'articolo “Vico e la nozione storica di diritto naturale” di Daniele Onori (2021) sul sito Centro studi Livatino (rinvenibile all'indirizzo: https://www.centrostudilivatino.it/7-vico-e-la-nozione-storica-di-diritto-naturale/ );

d) lo scritto del prof. Spasiano “Una riflessione su Giambattista Vico e il diritto amministrativo” del 2021 sulla rivista Nuove Autonomie (rinvenibile all'indirizzo: https://www.nuoveautonomie.it/una-riflessione-su-giambattista-vico-e-il-diritto-amministrativo/ ).

 

Di quest'ultimo articolo, che istituisce un “curioso” rapporto fra il filosofo e il diritto amministrativo, riporto l'abstract:

Il contributo ha ad oggetto l’esame di due elementi fondativi del diritto amministrativo, quali il concetto di auctoritas e l’esercizio del potere pubblico, così come declinati nel pensiero di Giambattista Vico. L’Autore analizza, in particolare, le ragioni che secondo l’impostazione vichiana giustificano l’esercizio del potere da parte dell’Autorità, sottolineando il ruolo di compartecipe riconosciuto al cittadino, chiamato a rispettare il precetto normativo in funzione di partecipazione civica. In questa prospettiva, l’Autore afferma che nel pensiero di Vico l’adozione di “comandi” (oggi provvedimenti) da parte dell’Autorità trova la sua ragion d’essere unicamente nella incapacità dell’uomo di rispettare autonomamente i precetti della legge (naturale). Anche in Vico, in altri termini, lo Stato esercita il potere sovrano in quanto unico tutore degli interessi generali, ma questi ultimi rappresentano il riflesso degli interessi naturali propri dei singoli individui, collocando, così, l’uomo al centro dell’ordinamento in piena coerenza con la visione etica e trascendente dell’esistenza propugnata dal filosofo.





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